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Storia di Loano

 

«(Loano) DANTE solo poeta degno di te, o GARIBALDI, saluta con un suo verso la madre tua ROSA RAIMONDI che ebbe il natale in questo paesello sorriso dalla natura e illuminato dalla tua gloria : Benedetta colei che in te s’incinse. Epigrafe di Mario Rapisardi»

Di origini preromane (sono recenti i ritrovamenti preistorici presso il colle di San Damiano e preromani presso l’attuale città vecchia), durante l’epoca romana il territorio loanese era costellato da ville anche di un certo rilievo; un mosaico romano di età imperiale è visibile presso il piano nobile di palazzo Doria.

Nell’VIII secolo per donazione carolingia  il territorio denominato Lovenis (corrispondente al primo toponimo loanese) fu donato al monastero benedettino di San Pietro in Varatella(Toirano) che fondarono nei pressi del porto la chiesa-santuario di Nostra Signora di Loreto.

Nel corso dei secoli XI-XII fu dominio vescovile della vicina Albenga e durante l’episcopato di Lanfranco Dinegro (1263) il territorio di Loano fu investito ad Oberto Doria che come vassallo dotò il feudo, ancora sviluppato lungo le pendici dell’entroterra per paura delle sempre più frequenti scorrerie dei pirati, di autonomia giuridica e amministrativa e, soprattutto, non soggetto alle dipendenze di una Repubblica di Genova che iniziò da tale secolo la sua espansione territoriale verso il ponente ligure. Intorno al 1300 fu il nuovo signore Raffo Doria, figlio di Oberto, a concedere ai capi famiglia del Poggio nuovi spazi terrieri più verso la costa dove, nel tempo, cominciarono a sorgere nuovi nuclei urbani e attività commerciali e manifatturiere.

Palazzo Doria, sede del municipio.

La dominazione doriesca, su quella che di fatto fu un’autonoma contea ,perdurò per tutto il XV secolo e nel 1505 il principe Corrado III Doria vendette al conte Gian Luigi Fieschi “il vecchio” la proprietà feudale su Loano – confermata con il diploma imperiale del 1514 di Carlo V – che rimase nelle mani della famiglia di Lavagna, pur dimorando raramente nel territorio loanese, fino alla metà del XVI secolo. A seguito della congiura dei Fieschi nel 1547, l’imperatore tolse loro il feudo ponendolo sotto la giurisdizione del governatore di Milanoprima e assegnandolo in seguito a Gianandrea Doria: il primo conte di Loano dal 1575 al 1606.

Da questa fase storica Loano conobbe un nuovo sviluppo economico, soprattutto a livello artistico-architettonico, messo in opera dalla famiglia Doria che ancora indipendentemente governerà la contea loanese fino al XVIII secolo.

Battaglia di Loano

Con il trattato dell’Aia del 1720Carlo VI d’Asburgo determinò la nascita del Regno di Sardegna dei Savoia: al re di Sardegna spetteranno i feudi imperiali nel Ponente ligure, tra cui Loano nel 1736. Il sovrano sabaudo, tuttavia, la sub-infeudò nuovamente alla famiglia doriesca. Cessato il dominio dei Doria attorno al 1770 passò al dominio diretto dello stato piemontese, di cui seguì le sorti durante il periodo napoleonico e dopo la restaurazione. Il 23 novembre 1795 a Loano si combatté la prima battaglia tra l’esercito francese contro quello austro-sardo che, con la vittoria dei soldati napoleonici, aprì la strada al generale Napoleone verso il nord Italia, una vittoria così importante da essere ricordata ancora oggi sull’Arco di Trionfo (Parigi).

Con la dominazione francese il territorio di Loano rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento della Maremola, con capoluogo Pietra, all’interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 fece parte del III cantone, con capoluogo Pietra, della Giurisdizione delle Arene Candide e dal 1803 centro principale del VI cantone della Maremola nella Giurisdizione di Colombo. Annesso al Primo Impero francese, il territorio di Loano dal 13 giugno 1805 al 1814 fu inserito nel Dipartimento di Montenotte.

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d’Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel VII mandamento omonimo del circondario di Albenga facente parte della provincia di Genova; nel 1927 con la soppressione del circondario ingauno passò, per pochi mesi, nel circondario di Savona e, infine, sotto la neo costituita provincia di Savona.

Subisce gli ultimi aggiustamenti al territorio comunale nel 1878[9] quando gli fu unito il soppresso comune di Verzi Pietra.

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana Pollupice. Dal 2014 al 2016 ha fatto parte dell’Unione dei comuni della Riviera delle Palme e degli ulivi.

Simboli

Loano-Stemma.png

«In campo azzurro, un castello con torri mattonate sostenenti aste con bandiere rosse e nere, con basamento su roccia marrone chiaro. I merli sono alla ghibellina e su quello centrale vi è un uovo d’argento. Il tutto incorniciato da un cartiglio mistilineo e sovrastato da una corona dorata»

(Descrizione araldica dello stemma

«Drappo partito di rosso e di nero, con impresso lo stemma civico di Loano»
(Descrizione araldica del gonfalone
«Vessillo rettangolare partito di rosso e di nero, con impresso al centro lo stemma civico della città di Loano»
(Descrizione araldica della bandiera cittadina)

I colori ricorrenti sia nello stemma araldico comunale, che nella bandiera civica, sono il rosso e il nero, i colori della famiglia Doria, conti di Loano, dinastia storicamente ghibellina e fedele all’imperatore.

Monumenti e luoghi d’interesse

Il duomo di San Giovanni Battista

La chiesa della Signora del Rosario

Il convento di Monte Carmelo

Architetture religiose

  • Duomo di Loano nel centro storico. Sede vicariale, la chiesa decagonale fu eretta tra il 1633 e il 1638 dai Doria. Al suo interno conserva molte opere pittoriche, tra queste tele degli artisti seicenteschi Orazio De FerrariGiovanni Andrea Ansaldo e Domenico Fiasella.
  • Oratorio di Nostra Signora del Rosario, nei pressi del duomo loanese, edificato nel corso del 1660 e sede della Confraternita dei Disciplinanti “Turchini”.
  • Oratorio di San Giovanni Battista nel centro storico loanese, sede della Confraternita dei Disciplinanti “Bianchi” fondata nel 1262. Al suo interno si trova un’urna con porzione delle ceneri di san Giovanni Battista e altri martiri.
  • Complesso conventuale di Sant’Agostino nel centro storico loanese. Costituito dalla chiesa, dal convento e dal chiostro fu eretto nel XVI secolo su progetto dell’architetto Giovanni Ponzello e seguito nell’opera di costruzione dal capomastro Bartolomeo Lanardo. L’interno della chiesa, intitolata alla Madonna delle Misericordie, è diviso in tre navate e conserva statue monumentali degli evangelisti. Parte del monastero è sede di uffici della curia vescovile di Albenga-Imperia, mentre nel convento, seminario agostiniano, vi è una ricca biblioteca; il complesso include la chiesa rettoria a ordinamento speciale.
  • Complesso conventuale di Monte Carmelo al di fuori del centro abitato di Loano. Eretto tra il 1603 e il 1608 è costituito dalla chiesa, dal convento, dal chiostro, dalla torre di difesa e dal palazzo principesco. La chiesa, a croce latina a pianta basilicale, presenta al suo interno dipinti e quadri del Cinquecento e del Seicento. Il convento venne fatto erigere dalla stessa famiglia Doria. Nella cripta numerose tombe degli appartenenti alla famiglia Doria. All’interno del convento vennero tenuti i primi stati generali dell’ordine carmelitano e numerosi prelati della chiesa furono novizi in questa abbazia.
  • Chiesa-santuario di Nostra Signora di Loreto e della Madonna della Neve nella zona del porto. L’edificio venne eretto in un periodo variabile tra il 775 e il 1171 dai monaci benedettini dell’abbazia di San Pietro in Varatella (Toirano) in quella zona che, col tempo, sarebbe diventata l’area portuale della marina loanese. La chiesa, oltre la celebrazione del culto religioso, aveva funzione in passato di ricovero dei pellegrini e dei monaci e conservava un gran numero di ex voti donati per grazie ricevute.
  • Chiesa del monastero femminile e casa generalizia di Nostra Signora della Visitazione a Loano.
  • Chiesa del monastero femminile e casa generalizia delle Suore Cappuccine a Loano.
  • Chiesa parrocchiale di San Pio X nel quartiere Ponente di Loano. Eretta negli anni ottanta del XX secolo e recentemente completata dalla moderna torre campanaria.
  • Convento e chiesa parrocchiale dei Frati Cappuccini, al di fuori del centro storico. Al suo interno si venera la statua della Madonna Immacolata dove, nel 1864, si verificarono famosi eventi miracolosi.
  • Santuario dei Santi Cosma e Damiano presso il Poggio di San Damiano, a settentrione del convento di Monte Carmelo. Circondata da una zona panoramica dominata da alberi di ulivo, la primitiva chiesa fu edificata intorno al 1070 e stando ad una tradizione popolare (non confermata da fonti cartacee) qui trovarono rifugio i primi abitanti di Loano in fuga dalla costa per le sempre più frequenti incursioni dei pirati. L’attuale struttura, in stile semplice e campestre e ad unica navata, venne riedificata nel XVII secolo. All’interno del santuario è conservata un’immagine dei due santi.
  • Chiesetta di Nostra Signora della Mercede, conosciuta localmente come chiesetta delle Rolandette, nei pressi dell’ex ospedale Marino Piemontese.
  • Chiesa parrocchiale di Nostra Signora delle Grazie nella frazione di Verzi. Risalente al 1471 fu rivista in stile barocco.

Architetture civili

  • Palazzo Doria nel centro storico di Loano. Oggi sede del municipio fu costruito nel corso del XVI secolo, fra il 1574 e il 1578 e forse su progetto dell’architetto Galeazzo Alessi. Presenta un portale cinquecentesco in ardesia, una loggia con pitture sul fianco sinistro e un pavimento a mosaico risalente al III secolo, proveniente dagli scavi archeologici della zona. Negli anni 1685-1687 Taddeo Carlone, destinate al giardino, realizzò la marmorea fontana Giovanna e una seconda in pietra del Finale.
  • Palazzo Richeri nel centro storico loanese.
  • Palazzo del Comandante nel centro storico loanese, eretto nel 1606.
  • Palazzo Kursaal a Loano. Sede della Biblioteca Civica, della Pro Loco e di numerose associazioni e del Museo del Mare e del Ponente ligure.
  • Porta Passorino. Risalente alla dominazione del principe conte di Loano Gianandrea Doria, è una delle quattro porte della città che ne chiudevano il borgo storico a ponente. Nella torretta, posizionata nel 1774, presenta un bell’affresco con lo stemma di Casa Savoia, un orologio e una piccola campanella.
  • Ponte “du niciu” (Ponte “della nicchia”). Eretto nel 1691 da Andrea III Doria; dedicato a san Sebastiano la cui statua (tardiva) era nella nicchia lato monte: questa la ragione del nome dato dai Loanesi al ponticello. La posizione sopra il Fossato (Nimbalto) consentiva l’attraversamento del torrente dal retro del palazzo Doria alla via delle Fontane e quindi raggiungere il convento di Monte Carmelo. Questa funzione è resistita per secoli. Il 14 luglio 2013 è crollato il parapetto a monte con la nicchia e la statua del santo. Il ponte, dopo un lungo restauro, è stato riaperto nel 2015 quando è stata riposta nella nicchia una copia della statua di San Sebastiano distrutta nel crollo.

Architetture militari

La torre pentagonale, datata al 1602.

  • Castello dei Doria a Borgo Castello. Costruito nel XII secolo dai vescovi di Albenga come avamposto e rocca fortificata, con la dominazione dei principi e conti di Loano Doria ne divenne la loro residenza; tra il XVI e il XVII secolo la struttura prese la forma attuale di palazzo in stile rinascimentale. Assoggettato ai Fieschi dal 1505 al 1547 (dopo la congiura di Gian Luigi Fieschi Loano e il palazzo ritornarono nelle mani della famiglia doriesca), la proprietà del maniero passò infine al Regno di Sardegna (1736).

  • Torre Pentagonale: eretta nel 1602 per difendere le mura di cinta è collegata, tramite un ballatoio, con il palazzo comunale Doria.

Aree naturali

Tra i territori comunali di Loano, BardinetoBormidaBoissanoCalizzanoCastelvecchio di Rocca BarbenaGiusteniceMaglioloOsigliaPietra LigureRialto e Toirano è presente e preservato un sito di interesse comunitario, proposto dalla rete Natura 2000 della Liguria, per il suo particolare interesse naturale, faunistico e geologico. Il sito è collocato nell’area boschiva tra il monte Carmo di Loano e il monte Settepani in cui insistono foreste, praterie, versanti rupestri, cavità di interesse speleologico e formazioni carsiche; nella stessa area è presente la Foresta regionale della Borbottina. Oltre alle zone boschive comprensivi di faggipini silvestri e abeti bianchi, sono segnalate le presenze del rododendro, del ginepro nano del Bric dell’Agnellino, la campanula di Savona (Campanula sabatia), la genziana ligure (Gentiana ligustica), le orchidee, la primula marginata (Primula marginata), lo zafferano ligure (Crocus ligusticus) e l’arnica montana (Arnica montana). Tra le specie animali il pesce sanguinerola (Phoxinus phoxinus) e il gambero di fiume (Austropotamobius pallipes); tra i mammiferi il gatto selvatico (Felis silvestris) e alcuni rinolofi della specie dei chirotteri (Rhinolophus ferrumequinumRhinolophus euryaleRhinolophus hipposideros)[11].